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Alcuni ora sospettano che sia in corso un grande occultamento? Beh, non sembra che siano già arrivati a questo punto, ma perlomeno si iniziano a vedere collegamenti e pericoli. Il prossimo passo è rendersi conto che è già in atto una guerra ambientale su larga scala che porterà al collasso dell’ecosistema se non la smascheriamo e non la fermiamo.

Giorgia Audiello

Avanti.it

Nella loro smania di dominio e di controllo sulla natura e sull’uomo stesso, la civiltà moderna prima e quella contemporanea dopo, sono giunte alla surreale convinzione di poter modificare il clima e controllare l’ambiente per mezzo delle tecnologie. Una conferma inconfutabile in questo senso proviene dall’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, il cui ruolo, secondo lo Chief Scientist, Andrea Hinwood, è proprio quello «di tenere sotto controllo l’ambiente e ciò include l’esame delle nuove tecnologie che hanno un impatto sul pianeta». Recentemente, il Programma per l’ambiente dell’ONU ha pubblicato un rapporto che esamina lo stato della ricerca sulla cosiddetta geoingegneria solare o solar radiation management (SRM) insieme ai potenziali rischi per il pianeta, confermando così implicitamente la realtà della geoingegneria e il suo enorme potere che è direttamente proporzionale ai rischi che potrebbe comportare. L’SRM include tecnologie per raffreddare il pianeta e limitare, dunque, il presunto cambiamento climatico antropico: non è un sostituto della riduzione delle emissioni di gas serra, ma nelle intenzioni dei suoi fautori sarebbe una misura temporanea per limitare il riscaldamento mentre le emissioni di CO2 vengono ridotte. Tuttavia, come viene spiegato nel rapporto si sa ancora molto poco sugli effetti che tale tecnologia potrebbe provocare, sebbene già in passato, da altri studi era emerso che queste tecniche potrebbero ulteriormente peggiorare il problema del “cambiamento climatico”.

Il rapporto in questione, stilato da un gruppo di nove scienziati di varie università del mondo, si intitola “Un’atmosfera: revisione di esperti indipendenti sulla ricerca e l’implementazione della modifica delle radiazioni solari”. «Questa rapida revisione ha aiutato l’UNEP a comprendere le ultime ricerche e ciò che sappiamo e non sappiamo sull’SRM. Sulla base di questo lavoro e dei risultati del gruppo di esperti, l’UNEP è profondamente preoccupata per la mancanza di conoscenze empiriche sui potenziali rischi, impatti e conseguenze indesiderate. Abbiamo bisogno di saperne di più e sosteniamo la richiesta di un processo di revisione scientifica completo che sia inclusivo e rappresentativo a livello globale», ha affermato Hinwood.
Nonostante la mancanza di conoscenze al riguardo, nel rapporto si specifica che sono già stati condotti cinque esperimenti di SRM, tra cui quello più noto riguarda il progetto Scopex finanziato da Bill Gates. Nonostante l’ONU si dica preoccupata circa le conseguenze nefaste che tale tecnologia potrebbe provocare, l’organizzazione ha semplicemente dichiarato che è necessario approfondire la questione e ottenere maggiori dati al riguardo, ma non ha proposto di proibirne gli esperimenti. Al contrario, non esclude che con l’acquisizione di nuove conoscenze, la tecnologia non possa essere impiegata con la finalità di “salvare il pianeta”.

La geoingegneria solare è un tipo di ingegneria climatica che prevede che le radiazioni solari vengano riflesse nello spazio esterno per limitare il presunto riscaldamento terrestre e le cui metodologie principali sono l’iniezione di aerosol stratosferico, in cui piccole particelle di anidride solforosa vengono iniettate nell’atmosfera superiore e il cosiddetto schiarimento delle nuvole marine, che consiste nello spruzzare acqua di mare fine per sbiancare le nuvole e quindi aumentare la riflettività delle stesse. Per avere un impatto sul clima terrestre richiede un’implementazione su vasta scala e, in termini economici, le proposte meno costose sono stimate in decine di miliardi di dollari all’anno. Come ha spiegato Hinwood, l’SRM «comporta l’iniezione di aerosol nella stratosfera, quindi una piccola quantità di luce solare viene deliberatamente riflessa nello spazio per raffreddare il pianeta. Questo processo è simile a quello che accade quando i vulcani eruttano e gli aerosol vengono spinti nella stratosfera, seguiti da un raffreddamento misurabile».

Lo scienziato dell’Unep mette poi in risalto i possibili rischi della manipolazione climatica spiegando che tra questi vi è la risposta del clima terrestre e dei sistemi ambientali che potrebbero essere alterati dall’SRM. Nello stesso rapporto, invece, si dice esplicitamente che «L’implementazione di geoingegneria solare può anche aumentare il cambiamento climatico, danneggiare o introdurre una serie di nuovi rischi per le persone e gli ecosistemi, compresi i rischi per la salute umana e la biodiversità». Nonostante ciò, alcune start up private hanno già cominciato ad effettuare esperimenti in tal senso e Hinwood ha messo in evidenza come le tecniche di alterazione climatica possano avere conseguenze anche sul piano geopolitico e della sicurezza. In altre parole, gli effetti di questa tecnologia su determinate aree geografiche possono comportare tensioni tra i governi o, ancora, la stessa geoingegneria può essere utilizzata come strumento di “guerra ibrida”, il che rende molto pericoloso il suo utilizzo. «Se l’SRM dovesse essere implementato unilateralmente da un attore statale o non statale canaglia, come una società privata, potrebbe introdurre una serie di nuove complesse geo- minacce politiche o alla sicurezza. […] Si ritiene che la promozione o addirittura la considerazione delle opzioni di ricerca SRM potrebbe aumentare le tensioni geopolitiche».

Nonostante la revisione del rapporto sull’ingegneria solare ammetta la scarsa conoscenza sui reali impatti di tale tecnologia mettendo in risalto anche i possibili rischi, la conclusione è che senza una sperimentazione a più ampio raggio dell’SRM non si potranno comprendere appieno eventuali vantaggi: «Questi vantaggi e rischi potrebbero non essere completamente noti senza un’effettiva implementazione della geoingegneria solare». Tuttavia, è già noto che le tecniche di manipolazione del clima piuttosto che essere una soluzione ai cosiddetti cambiamenti climatici – attribuiti strumentalmente e senza solide basi scientifiche alle quotidiane attività umane – potrebbero in realtà peggiorarli o direttamente provocarli. Alimentando così il sospetto che la reale minaccia per il pianeta non sia la tanto famigerata CO2 – che molti scienziati  hanno escluso possa provocare modifiche climatiche – bensì le alterazioni artificiali del clima e dei fenomeni atmosferici per mezzo di complesse tecnologie a cui l’ONU finge solo di opporsi, avallando e incentivando in realtà dietro le quinte la loro sperimentazione e implementazione. (ndr grassetto aggiunto

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