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Il sito web di WikiLeaks sembra essere al collasso, poiché sempre più contenuti dell’organizzazione non sono più disponibili e senza alcuna spiegazione.

I problemi tecnici di WikiLeaks, che si protraggono da mesi, sono peggiorati nelle ultime settimane, con parti sempre più ampie del sito web che non funzionano più. Il tentativo di visitare wikileaks.org è un azzardo, visto che spesso viene visualizzato un messaggio 502, che indica che si è verificato un errore sul server del sito.

WikiLeaks è in grave difficoltà: sito a malapena online, leak ormai assenti

Un report del Daily Dot osserva che lo stato attuale di WikiLeaks, che nei primi anni del millennio è stato un punto di riferimento per le fughe di notizie sui temi più scottanti a livello internazionale, è di deciso declino: non solo è ormai a secco da anni di leak freschi (l’ultimo risale addirittura al 2019), ma degli oltre 10 milioni di documenti che l’associazione senza fini di lucro dice di aver pubblicato in tutta la sua storia forse qualche migliaio appena è accessibile in modo affidabile.

È difficile tracciare un quadro più di tanto preciso perché il numero di link a documenti effettivamente non funzionanti varia enormemente e in modo imprevedibile: per chi ha buone conoscenze sull’argomento è facile teorizzare che il grosso delle difficoltà sia riconducibile a un budget inadeguato per la piattaforma di hosting, anche se non si può escludere che alcuni documenti siano stati rimossi in modo definitivo dai server. La fonte cita appena 3.000 documenti accessibili.

Il sito soffre di problemi tecnici significativi già da diversi mesi, ma nelle ultime settimane si sono intensificati: sezioni intere del portale ormai non funzionano più. Non compaiono nemmeno più il logo e il banner del sito. Completamente KO anche la barra di ricerca, i banner a fondo pagina che rimandano ai siti di Bitcoin e TOR e la pagina per inviare nuovi leak. Al momento della stesura dell’articolo, l’intero sito risulta inaccessibile, con il server che restituisce codice errore 502 (bad gateway). La fonte osserva che questo scenario è molto frequente.

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Naturalmente la storia di WikiLeaks è in gran parte quella del suo fondatore, Julian Assange, che allo stato attuale non si trova in una bella posizione. Attualmente è detenuto nel Regno Unito, che ha approvato la richiesta di estradizione degli USA: quando sarà materialmente soddisfatta, Assange dovrà sostenere un processo per spionaggio. È tuttavia vero che Assange ha già da tempo assegnato il controllo della piattaforma a un’altra persona, Kristinn Hrafnsson, un giornalista investigativo islandese. Hrafnsson è regolarmente attivo su Twitter, e così è l’account ufficiale di WikiLeaks, che però twitta solo messaggi di supporto ad Assange.

A quanto pare sono spariti anche due siti strettamente collegati a WikiLeaks: il Defend WikiLeaks, il cui obiettivo era la raccolta fondi per le spese legali di Assange, ora pare contenere un blog sportivo vietnamita, mentre quello della Courage Foundation (altra piattaforma di raccolta fondi, ma più in generale per whistleblower ad alto profilo come Edward Snowden, Chelsea Manning e naturalmente Assange stesso) sembra diventato una piattaforma giapponese che vende oggetti d’imitazione. Uscito l’articolo del Daily Dot, entrambi i siti sono andati completamente offline.

FONTE https://www.hdblog.it/internet/articoli/n563620/wikileaks-problemi-funzionamento-sito-offline/

WikiLeaks di Assange non esiste più. Archivio documenti sparito. La stampa tace.

Il whistle-blower dei Pentagon Papers Daniel Ellsberg era il back-up segreto di Wikileaks

Il whistle-blower dei Pentagon Papers Daniel Ellsberg ha dichiarato alla BBC News di essere stato il “back-up” segreto per la fuga di documenti di Wikileaks, nel caso in cui fosse successo qualcosa a Julian Assange.

È la prima volta che Ellsberg, che ha rivelato la portata del coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam, rivela questa informazione.

“Ero in possesso di tutte le informazioni di Chelsea Manning prima che venissero pubblicate dalla stampa”, ha dichiarato Ellsberg a Stephen Sackur della BBC Hardtalk.

L’organizzazione Wikileaks di Assange ha pubblicato nel 2010 oltre 700.000 documenti riservati, video e cablogrammi diplomatici forniti dall’analista dell’esercito statunitense Chelsea Manning.

Ellsberg ha detto che Assange “poteva contare su di me per trovare un modo per far uscire queste informazioni”.

La fuga di notizie sui Pentagon Papers del 1971 ha portato l’ex analista militare statunitense a essere definito “l’uomo più pericoloso d’America” dall’allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger.

La fuga di notizie di Ellsberg al New York Times portò a una causa presso la Corte Suprema, quando l’amministrazione di Richard Nixon cercò di bloccarne la pubblicazione.

Il governo perse la causa e la pubblicazione dei documenti da parte del New York Times e di altre organizzazioni giornalistiche riprese.

Guarda l’intervista completa lunedì 5 dicembre su BBC World News e BBCNews Channel

https://www.bbc.com/news/av/world-us-canada-63832899

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10 dicembre, Giornata dei Diritti Umani: mobilitazione internazionale per Julian Assange

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