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Pareti ricoperte da scaffali colmi di vasetti di vetro, ripieni di erbe e fiori che riposano immersi in liquidi colorati. Decine di bottigliette disposte dietro al bancone di legno mettono in risalto i distillati contenuti. Luci basse e ambrate accolgono calde come un abbraccio. Che siate solo curiosi oppure fini conoscitori di mixology, benvenuti al Dr. Stravinsky, il craft bar di Barcellona.

Il cocktail bar del “Dr. Stravinsky”

Un cocktail non cura alcun malanno, ma una visita al Dr. Stravinsky di Barcellona è “necessaria”, almeno una volta nella vita. L’atmosfera di questo cocktail bar del Born appare subito ipnotica. Fin dall’ingresso, camuffato in mezzo agli altri negozi della Carrer dels Mirallers numero 5.

Disposto su tre livelli diversi, come una spezieria antica, il locale incanta al primo sguardo. Al primo piano il grande bancone invita alla seduta retroilluminato da scaffali pieni di bottiglie che mettono in bella mostra l’etichetta con l’effige del “dottore”, un gentiluomo con tanto di occhiali e baffi.

Nota di colore, se vi state domandando chi sia il Dr. Stravinsky. In verità questo personaggio non esiste. Il nome del cocktail bar prende spunto dal celebre compositore russo Igor Stravinsky che, se con l’alchimia aveva poco a che fare, poteva però prevedibilmente essere un ottimo bevitore.

Come una spezieria antica

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Sicura invece è la pianta del locale. Il piano inferiore è interamente decorato da contenitori che racchiudono vegetali sotto formalina. Il piano superiore, circondato da alambicchi e provette, introduce a una sorta di laboratorio. A livello strada invece si trova il bancone da cui proviene un vago profumo di botaniche che inebria gli ospiti durante la preparazione dei cocktail.

Con il ritmo e la precisione di un esperto alchimista, ogni bartender versa, mescola, agita delicatamente il liquido dei drink che svelano un universo di sapori ingegnosamente miscelati ad hoc per sanare ogni tipo di sete.

Quasi tutti gli ingredienti che utilizziamo vengono prodotti in loco, in modo artigianale grazie a diverse tecniche di distillazione, infusione a freddo, tagli di vini in botti, fermentazione e macerazione”, spiega Cesar Montilla. Lui, venezuelano d’origine e catalano d’adozione, è da quasi due anni alla guida del Dr. Stravinsky.

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Dopo aver lavorato al Balius e al Boca Chica di Barcellona, Dr. Stravinsky è diventata la sua seconda casa. “Forse una terza casa, perché in questo momento sono concentrato su un progetto creativo che prenderà vita entro l’autunno prossimo in uno spazio vicino a Dr. Stravinsky”, svela Montilla. “La creatività è fondamentale nel mio lavoro. Non parlo soltanto della fantasia che sta dietro alla creazione di una ricetta, ma di tutta la preparazione di un ingrediente home-made fino all’elaborazione di una garnish, che spesso non è una decorazione ma fa parte integrante del sapore del cocktail. Lavorare al Dr. Stravinsky mi permettere concretizzare qualsiasi tipo di idea lasciando libero sfogo all’estro”, racconta il bar manager.

Menu #Zero

La genialità trova spazio anche in ottica green percorrendo una via imprenditoriale in linea con il rispetto dell’ambiente. Un concetto nato dalla mente del rivoluzionario Antonio Naranjo, ex proprietario di Dr.Stravinsky (oggi owner di diversi locali tra cui Especiarum Bar) poi portato avanti da Cesar Montilla.

Con il Menu #Zero abbiamo sentito l’esigenza di tornare alle origini usando ciò che questi nuovi tempi ci impongono, ovvero diventare più consapevoli e più rispettosi nei confronti dell’ambiente. Per questo siamo partiti dallo zero waste. Non produrre rifiuti, o almeno limitarli il più possibile, è una battaglia che va vinta anche dai cocktail bar. Lo facciamo per noi e per tutti gli altri. Così abbiamo pensato a un menu che segua tre principi fondamentali: reduce, reuse, recycle. Ridurre, riutilizzare e riciclare sono tre regole imprescindibili oggi. Noi lavoriamo solo con produttori locali, con artigiani della zona, abbiamo tagliato via la plastica e riciclato tutto il materiale possibile. Perché un cocktail bar artigianale come il nostro deve tornare all’essenziale. Allo ‘Zero’”, sostiene Montilla.

Il Menu Cosmo di Dr. Stravinsky

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Parallela al Menu #Zero viaggia la storica drink list Cosmo, strutturata in base alle preferenze di gusto e dispone, nella prima pagina, di una mappa dell’universo che aiuta a trovare la bevanda perfetta in base ai propri gusti.

Alcune linee tratteggiate collegano sfere assimilate a pianeti che prendono il nome dei sapori e che, al loro volta, si intersecano con un cocktail corrispondente. Ad esempio, se state cercando qualcosa di dolce, il Golden Keffir sarà la vostra soluzione. Se avete voglia di qualcosa di più acido e secco ordinate il Camp Nou.

Questi cocktail hanno avuto un gran riscontro di pubblico, infatti, li proponiamo dal 2019 in attesa della prossima drink list che dovrebbe essere già pronta per la fine dell’estate comprendendo anche un concetto di sostenibilità sempre più ampio”, continua il bar manager del Dr. Stravinsky.

Tre cocktail da provare

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Nel bar tutto è creatività ma se volete provare tre cocktail che accendono la fantasia e le papille gustative di chi li assaggia partite con Tuber Negroni che si compone di olio di tartufo nero, vermouth rosso, bitter, più un amaro infusi nel mezcal lavorato con la tecnica del fat washing. Un ricciolo di formaggio posto sul ghiaccio completa il sapore del drink e allo stesso tempo lo decora. Meraviglioso.

Se amate il gin invece assaggiate Gregal. In questo cocktail il distillato è infuso con del pomodoro secco unito a del cordiale mediterraneo fatto di rucola, spinaci, olio d’oliva, aceto, sale e zucchero. Il tutto unito a gocce di limone e una soda di pomodoro ed erbe aromatiche.

Infine, assaporate Bee Trigona, un inno alle api. Non vi pentirete della scelta. Insieme all’aguardiente viene fatto macerare del polline a cui viene aggiunto un liquore dolce e del toffee affumicato, creato con miele biologico, burro, limone e torba di whisky.

Tre ricette “benefiche”, anche se solo per il palato, firmate Dr. Stravinsky.

 

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