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Dai cocktail che tutti conoscono a quelli dimenticati. Boadas Barcellona, con i suoi quasi 90 anni di storia è la “cattedrale dei cocktail” della Spagna. Luogo storico della miscelazione, riconosciuto a livello internazionale, dà la possibilità di ordinare qualsiasi cosa. Perdón, qualsiasi cocktail.

Il benvenuto al Boadas Barcellona

Chi varca la soglia del Boadas Barcellona non si sogni mai di richiedere una birra, del vino o una caraffa di sangria. Il cocktail bar più antico della città non concede a nessuno richieste extra che vadano oltre lo champagne e cocktail, ovviamente.

Una drink list vera e propria non esiste, chi entra non ne ha bisogno. Questo è come un tempio di culto, citato da tutti i bartender e frequentato da sapienti conoscitori di mixology. Per questo si possono ordinare drink super noti come il Martini, dimenticati come il Corpse Reviver nº2, o quelli dalla realizzazione più scenografica come l’infuocato Blue Blazer.

Dai Boadas ad Adal Márquez

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Un’ora trascorsa al bancone della “Cattedrale dei cocktail” (come fu definita negli anni ’70) è tempo impiegato nell’approfondimento della conoscenza di tutto ciò che da secoli entra nel bicchiere.

Un sapere che da qualche anno è passato nelle mani dell’Head Bartender Adal Márquez. “Non discendo dalla famiglia Boadas, ma ne faccio ormai parte. Quando morirò metteranno la mia lapide qui, al centro del locale”, scherza Márquez.

Adalha 41 anni e lavora al Boadas da 2014. “Mia madre voleva che studiassi qualcosa legato al settore dell’ospitalità. Non ero d’accordo, mi piacevano la fotografia e il design, ma aveva ragione lei. Dopo i corsi per maître e sommelier ho frequentato quelli di assistente di cucina e bar, iniziando a girare tutto il mondo. New Orleans, Brasile e Miami, fino a quando sono tornato a Barcellona. La prima volta che sono entrato al Boadas avevo 14 anni. La seconda l’ho fatto come Ambassador per la Spagna di nota azienda di settore. Quando ho incontrato Jero, il proprietario, volevo cambiare lavoro. Non aveva bisogno di altri camerieri, ma mi ha offerto lo stesso un posto dietro al bancone. Era venerdì e ho iniziato tre giorni dopo”, afferma l’Head bartender.

Boadas Barcellona, dove si trova il locale

Per chi conosce un po’ Barcellona, Boadas si trova proprio nel centro, all’angolo tra la Rambla e Carrer Tallers, nascosto tra fast food e negozi di grande passaggio. Boadas però non passa inosservato, il locale è uno di quei posti autentici rimasti in città. 

Minuscolo spazio triangolare e ambasciata del buon bere accoglie tutti i cittadini, che siano residenti assetati o turisti curiosi, concedendo a tutti il permesso di una sosta per ordinare un ottimo cocktail e isolarsi per un po’ dal caos della città. 

Una storia lunga 90 anni

Boadas, inaugurato nel 1933 da Miguel Boadas, è una sorta di memoria storica di Barcellona. “Grazie alla famiglia questo cocktail bar è sempre stato vicino alle persone. Anche nei momenti più bui. Era aperto durante l’attentato del 2017, ma anche durante la Guerra Civile”, ricorda Marquéz. 

Il fondatore di questo storico cocktail bar era nato a Cuba nel 1895 da genitori catalani che avevano raggiunto l’Eldorado caraibico per cercare fortuna. Il suo sogno era portare a Barcellona l’atmosfera festaiola del Floridita dell’Avana.

Durante la guerra civile la bandiera di Cuba campeggiava dall’ingresso del Boadas, accogliendo sia simpatizzanti nazionalisti che repubblicani. Perché davanti a un buon cocktail anche la guerra si ferma.

I personaggi illustri del Boadas Barcellona

La storia del locale invece va avanti fino a quando a Miguel Boadas succede sua figlia, Maria Dolores. Pioniera della mixology moderna a Barcellona, dal 1967 Maria Dolores Boadas gestisce il locale da dietro il bancone in un momento storico in cui le donne difficilmente potevano entrare nei bar a lavorare o a bere. Le sue mani preparano cocktail a personaggi come Salvador Dalí, Pablo Picasso, Federico García Lorca, Hernest Hemingway e Greta Garbo.

Quando ho iniziato a lavorare qui mi è stato chiesto di dimenticare ciò che sapevo sui cocktail e ricominciare da zero. Sono stato il primo nella storia del bar a lavorare in smoking nero, prima la giacca era bianca. Jero non mi ha mai lasciato solo e mi ha costantemente messo alla prova. È stata dura all’inizio, ma ne è valsa la pena. Dopo un anno e mezzo condividevo il bancone con lui”, dice l’Head bartender.

Niente carta solo cocktail

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Se il Boadas ha quasi 90 anni, la sua prima carta cocktail è nata pochi mesi fa. “Al Boadas una vera carta cocktail non è mai esistita. Da settembre proponiamo, ogni lunedì dalle 12 alle 15, uno speciale menu che abbiamo chiamato Mediterraneo perché i cocktail e i piccoli piatti abbinati si ispirano alla storia dei viaggi di re Jaume I e dei suoi Consolati del Mare”, continua Márquez.

Attraverso la storia dei territori conquistati nel 12esimo secolo da Jaume I abbiamo usato ingredienti che nascono lungo le coste del Mar Mediterraneo e proposto 10 ricette classiche twistate”, sottolinea il bartender.

C’è Caprese Negroni con un tocco di liquore al carciofo oppure l’Alebrije Dream con tequila, limone e soda alla pesca. “In generale però proponiamo grandi classici costruiti sulla ricetta originale a cui apportiamo piccole modifiche su richiesta del cliente. Poi ci sono i nostri signature storici. Abbiamo ospiti che vengono a bere qui da oltre 50 anni e hanno drink che portano il loro nome. Come il Neli creato da Maria Dolores negli anni ’80 per una cliente storica. Qui facciamo più Corpse Reviver nº2 che Penicillin. Molto richiesto è Blue Blazer. Ma il cocktail che va di più in assoluto è il Martini. Ovviamente eseguito secondo la regola Boadas”, spiega Márquez.

Boadas style

La tecnica di miscelazione del Boadas è unica. “Non è una versata comune. È un throwing originale che sposta il liquido da un mixing glass all’altro usando ghiaccio e colino. Questo permette alla miscela di ossigenarsi e assumere un gusto del tutto particolare. Inoltre, con questo tipo di throwing si può modificare la texture di un cocktail rendendola più vellutata e cremosa al palato”, conclude l’Head Bartender.

Uno stile che piace e dura da quasi 90 anni e che solo alla “Cattedrale dei Cocktail” si può provare.

Immagini courtesy Boadas

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